Martina De Memme

La nuotatrice livornese, guidata da Stefano Franceschi, si racconta a "Il Mondo del Nuoto" dal Centro federale di Ostia, di ritorno dall'Universiade, in attesa di Barcellona.

di Alberto Dolfin

Il viaggio da Livorno a Barcellona è stato ricco di tappe stimolanti per Martina De Memme.
I successi ai Giochi del Mediterraneo ottenuti a Mersin prima e i due ori nei 400 e negli 800 stile libero alle Universiadi di Kazan poi, che hanno rappresentato tra l’altro le uniche due gemme del metallo più prezioso per la spedizione azzurra in Russia, hanno aumentato la fiducia della ventiduenne labronica tesserata per il Nuoto Livorno e per l’Esercito. La delusione per la mancata chiamata olimpica per una questione di decimi è ormai alle spalle, semmai le ha dato quella cattiveria in più per presentarsi al Palau St. Jordi senza alcun timore reverenziale.

Martina, come approccia quest’ultima settimana di allenamenti al centro federale di Ostia
in vista dei Mondiali di Barcellona?

«Sono carichissima, non vedo l’ora di affrontare quest’esperienza e spero di terminare questa stagione con la ciliegina sulla torta. Dopo il Settecolli non mi sono più fermata e sono pronta ad una nuova partenza per l’avventura spagnola».

Nell’ultimo periodo ha deciso di disputare tante gare per arrivare ancora più pronta all’appuntamento iridato. È soddisfatta della sua condizione attuale?
«Nuotare così tanto in competizioni internazionali mi ha dato maggior sicurezza e poi col tempo ho visto che più gareggio e meglio vado, per cui ora sento di avere una marcia in più».

Che emozione ha provato a salire due volte sul gradino più alto all’Universiade di Kazan?
«Sono state due gare bellissime, soprattutto perché ho fatto tempi che non mi aspettavo di realizzare in quel periodo in cui non ero ancora al 100%».

Che obiettivo si è prefissata per le due gare individuali di Barcellona?
«Non ho mai guardato le graduatorie mondiali né tantomeno mi metto a studiarle ora, mi metterebbe soltanto ansia. Di sicuro darò il massimo e devo ammettere che conquistare una finale coronerebbe questo bellissimo anno».

Chi è la sua nuotatrice preferita?
«In realtà, da piccina ho avuto soprattutto modelli maschili italiani, non so come mai. Il mio idolo è sempre stato Massimiliano Rosolino, ero innamorata di lui sia come atleta sia come ragazzo.

Ha già pensato che nella sua prima avventura mondiale nuoterà affianco ad alcune delle nuotatrici più veloci del pianeta?
«Sarà difficile contenere l’emozione, ma il nuoto è fatto anche di questo. Poi sono contentissima di scendere in vasca anche la staffetta perché a me piacciono da matti, mi diverto e riesco a dare di più di quello che riesco in una gara individuale».

Per molti l’anno post olimpico rappresenta una transizione. Per lei, che ha mancato
per un soffio i Giochi di Londra, che cosa rappresenta la stagione in corso?

«Quest’anno ho affrontato ogni gara con una cattiveria che non ho mai avuto. Volevo la convocazione in Nazionale a tutti i costi e mi sentivo di poterla ottenere. Sono certa che con questa grinta si possano raggiungere grandi risultati».

Le piace ascoltare la musica prima della gara?
«Ascoltare le canzoni di Marco Mengoni prima di tuffarmi mi dà una grande carica, anche se molti miei compagni pensano che più che altro facciano tagliare le vene. Invece, con me funzionano alla perfezione».

Fonte: Il Mondo del Nuoto - mondonuoto.it

Intervista a Turrini e De Memme (Rai.Tv)

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